Viaggiare con anziani in Arabia Saudita: a chi è rivolta questa guida
Quando si parla di viaggiare con anziani in Arabia Saudita, c’è una grande differenza tra un passeggero che ha bisogno della sedia a rotelle e uno che semplicemente non riesce più a piegarsi per entrare in una berlina bassa. Il primo caso è una richiesta chiara, che trattiamo come si deve nella nostra guida ai veicoli accessibili e adatti alle sedie a rotelle. Il secondo è molto più comune e quasi mai se ne parla: un genitore sulla settantina che cammina da solo ma lentamente, si stanca con il caldo e fa più fatica a scendere dall’auto che a salirci.
Questa guida è dedicata a questo secondo gruppo e alle piccole scelte, al momento della prenotazione, che decidono se il viaggio sarà comodo o, senza darlo a vedere, sfiancante.
Salire e scendere conta più dello spazio per le gambe
Quasi tutti scelgono un veicolo in base allo spazio che c’è una volta seduti. Per un passeggero anziano, però, il momento più difficile viene prima. Una berlina ha il sedile basso e costringe il passeggero a calarsi dentro e, peggio ancora, a sollevarsi di nuovo per uscire all’arrivo. Un van o una monovolume ha il sedile quasi all’altezza di chi sta in piedi, con un’apertura della portiera più alta e un appiglio solido a cui reggersi.
La nostra flotta rende la differenza concreta. L’Hyundai H1, venduto in alcuni mercati come Starex, è un van di 5.150 mm con sette posti e spazio per sei bagagli grandi. Il Toyota Hiace è più lungo, 5.915 mm, e ha undici posti con dieci bagagli grandi. In entrambi si sale con un gradino invece di sedersi verso il basso. All’estremo opposto, le berline executive e di lusso sono le auto più comode che abbiamo una volta seduti, ma le meno indulgenti al momento di salire per chiunque abbia un’anca o un ginocchio rigidi.
In pratica: per due o tre passeggeri, di cui uno anziano, un van è spesso la prenotazione migliore anche se il numero di persone starebbe in un’auto. Non stai pagando i posti, stai pagando la portiera.
Organizza il viaggio attorno alla persona, non alla mappa
Un percorso che per chi viaggia per lavoro è una tratta di due ore diventa tutt’altra cosa per qualcuno che ha bisogno di fermarsi. È nelle lunghe tratte tra una città e l’altra che il problema si fa sentire di più, e la soluzione è banale ma efficace: inserire le soste nel programma al momento della prenotazione, invece di chiederle dal sedile posteriore.
Indicaci già in fase di prenotazione che un passeggero avrà bisogno di soste, più o meno ogni quanto, e se gli serve un posto dove sedersi e non solo dove sgranchirsi le gambe. Un autista che lo sa prima di partire pianificherà il percorso in base alle aree di sosta che hanno davvero dei servizi, invece di accostare nel primo posto disponibile quando glielo chiedi.
Le soste per la preghiera coincidono spesso, e in modo utile, con le pause di riposo: la nostra guida su orari di preghiera e pianificazione del viaggio spiega come si distribuiscono nell’arco di una giornata di viaggio.
Il caldo è ciò che i visitatori sottovalutano
La parte del viaggio più dura per un passeggero anziano raramente è il tragitto in auto. È il tratto a piedi dall’edificio alla macchina e l’attesa accanto al veicolo mentre si caricano i bagagli. Entrambi avvengono all’aperto e, nell’estate saudita, pesano parecchio.
Due accorgimenti li riducono quasi del tutto. Il primo è chiedere che il punto di ritiro sia il più vicino possibile all’ingresso, per quanto la struttura lo consenta, spiegando il motivo, così che l’autista tenga un posto lì davanti invece di parcheggiare ordinatamente più lontano. Il secondo è un abitacolo già rinfrescato: l’autista arriva con abbastanza anticipo da avere l’aria condizionata accesa prima che qualcuno salga, invece di accenderla mentre si parte. Nessuno dei due costa nulla. Entrambi vanno chiesti.
I bagagli sono compito di qualcun altro, non del passeggero
Un passeggero anziano che si occupa da solo della propria valigia è il rischio più evitabile dell’intero viaggio, e di solito succede perché nessuno ha detto niente. I nostri autisti caricano e scaricano i bagagli come prassi. Se un passeggero tende per abitudine a prendere da solo la propria borsa, avvisa l’autista al momento del ritiro: un autista che lo sa arriverà al bagagliaio prima di lui.
Lo stesso vale per gli ausili per camminare. Un bastone o un deambulatore pieghevole devono viaggiare nell’abitacolo, non nel bagagliaio, così da essere in mano al passeggero nel momento in cui si apre la portiera e non due minuti dopo.
Gli arrivi, e perché conviene l’incontro all’interno
L’arrivo in aeroporto è il momento in cui un passeggero anziano è più stanco e meno orientato. Un ritiro sul marciapiede gli chiede di trovare da solo l’uscita dal terminal, attraversare una strada e salire su un’auto che non ha mai visto, di solito con una valigia da gestire.
L’incontro all’interno del terminal elimina tutto questo. La pagina del nostro servizio di accoglienza e assistenza in aeroporto spiega cosa fa l’addetto all’accoglienza e dove aspetta, e il confronto con un normale ritiro in aeroporto illustra la differenza in parole semplici. Per un viaggiatore anziano che arriva da solo, è di solito l’aggiunta più utile in assoluto a una prenotazione.
L’assistenza all’interno dell’aeroporto, cioè sedie a rotelle, navette elettriche e percorsi prioritari ai controlli di immigrazione, si organizza separatamente tramite la compagnia aerea o l’aeroporto, non tramite noi, e va richiesta in anticipo, non il giorno stesso. L’Autorità generale dell’aviazione civile (GACA) pubblica i diritti dei passeggeri in vigore in Arabia Saudita e ogni aeroporto pubblica il proprio servizio di assistenza speciale: sono queste le fonti da consultare per sapere cosa è disponibile e con quanto anticipo chiederlo.
Viaggiare con un accompagnatore
Quando un passeggero anziano viaggia con un familiare, vale la pena decidere con attenzione come sistemarsi. Sedersi accanto alla persona, e non davanti, cambia il viaggio: si può parlare senza girarsi, l’aiuto è a portata di mano e una sola portiera serve a entrambi. In un van, la fila centrale si presta benissimo. In una berlina significa far sedere entrambi i passeggeri dietro, ed è bene dirlo al momento della prenotazione, così che nessuno venga indirizzato per cortesia al posto davanti.
Cosa dirci, e quando
Tutto quello che abbiamo visto funziona meglio se lo dici una volta sola, al momento della prenotazione, invece di metterlo insieme con richieste sparse durante il viaggio. In pratica si tratta di quattro brevi informazioni: che un passeggero è anziano o cammina lentamente, se ha bisogno di soste e ogni quanto, se viaggia con un ausilio per camminare e se vuoi che il veicolo venga scelto in base alla facilità di accesso e non solo al numero di passeggeri.
Nulla di tutto questo cambia il prezzo. Tutto questo cambia il viaggio, ed è molto più facile per noi organizzarci prima che venga assegnato un autista che improvvisare quando l’auto è già fuori ad aspettare.

